Non tutte le settimane iniziano con il piede giusto, alcune iniziano con una scarpa rubata e una abbandonata sulla scarpiera con gia’ scritto sulla tela il proprio destino.

E’ quindi in un giovedi’ mattina come tanti mi ritrovo davanti alla scarpiera a guardala: sono arrivate da noi dopo qualche settimana che ci trovavamo qui a Melbourne, bianche e con tantissima voglia di essere sporcate.
Quale modo migliore poteva esserci se non portarle con noi? Ed e’ cosi’ che nella mattinata di Pasqua ( dopo un pranzo di cui anche mia Nonna Giovanna sarebbe stata fiera dalla quantita’ di cibo presente sulla tavola) decidiamo di incamminarci verso St. Kilda. Ci eravamo gia’ stati un paio di volte, a sorseggiare una coca cola bella fresca sulla spiaggia guardando gli impavidi -o meglio, spericolati- ragazzi andare sullo skate o sulle longboard da far girare la testa.
Questa volta pero’ decidiamo di spingerci piu’ in la rispetto alle prime volte, decidiamo di percorrere il molo in fondo alla spiaggia fino al suo termine. Mentre camminiamo il vento inizia a soffiare forte, e i pescatori iniziano a cambiare lato su cui affacciarsi per avere una fortuna maggiore. Sono tantissimi e delle piu’ differenti etnie: dalla famiglia greca intenta a parlare di Suvlaki (la mia conoscenza del Greco si riduce solamente a Yassou, ma di cosa si puo’ parlare se non dei Suvlaki?) a un signore Australiano seduto con il suo immenso pastore maremmano sul lato opposto.


Accanto ai loro piedi vi e’ lo scarso pescato del giorno e ancora qualche esca pronta ad attrarre qualche ignaro pesciolino durante la sua attraversata.
A differenza delle aspettative comuni il molo non finisce a pochi metri, ma continua trasformandosi in una passerella con delle rocce tutte ammassate sui lati. L’odore di sale e’ fortissimo, ma non e’ cio’ che piu’ attira lo sguardo di uno spettatore curioso: nei cuniculi fra le rocce ci sono nascosti dei piccolo pinguini, tutti infreddoliti e decisamente poco interessati allo straniero curioso.
Il gioco a chi te ne riesce a trovare di piu’ inizia senza freno, e piu’ si aguzza la vista e piu’ se ne vedono con le loro pinne azzurre e la panciottina morbidosa intenti a muoversi con la loro buffa andatura senza farsi vedere se non da qualche fortunato osservatore.
Mentre eravamo intenti a cercare questi nostri simpatici amichetti un tramonto pieno di colori, dalla tonalita’ piu’ chiara di rosso a quella piu’ innaspettata di arancione, ci coglie inaspettati alle spalle dipingendo tutto il panorama di colori e d’ombre sensazionali.

 

image1

Chiudendo gli occhi sento ancora il prufumo intenso del mare, della spiaggia e di una giornata incredibile nonostate la sua semplicita’. Quando li riapro ritorno a vedere la scarpiera, e quella scarpa nella mia mano senza piu’ nessuna esperienza da vivere a causa di una persona troppo piena di se’ per riuscire anche solamente ad aprire gli occhi… E’ vero, c’e’ uno spazio vuoto.  Insieme ci impegneremo a riempirlo con qualcosa destinato a vivere sicuramente un’esperienza piu’ grande.

One Comment on “LA SCARPA SCOMPARSA- St. Kilda

  1. I pinguini esperienza indimenticabile …….la scarpiera da dimenticare per vivere ogni
    momento alla grande……..

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: