Dopo una notte insonne deciso di ritagliarmi cinque minuti di pausa dal mio lavoro per riflettere su quelle che sono LE SCELTE.

Cinque lettere in grado di creare cosi’ tanto scompiglio. Questo e’ un anno molto particolare, ed e’ iniziato appunto con una grande scelta. La scelta forse piu’ grande che io abbia mai fatto: ho lasciato il mio lavoro, ho lasciato il posto fisso come direbbe Checco, partendo carica di speranza di aver fatto la scelta giusta: come potevo esserne sicura? Sapevo ogni singola cosa che mi sono lasciata dietro, ma non ero per niente sicura di quello che avrei trovato DAVANTI A ME.
La mia esperienza e’ iniziata subito dopo un paio di giorni con un lavoretto da cameriera in una pizzeria lontanissima da casa. Mi viene da ridere ripensando all’esperienza poiche’ il ricordo piu’ vivo che ho e’ quello di una sera d’estate dove il tempo era tutt’altro che favorevole, e tornando indietro con la mia schiscetta di pasta allo zafferano appena fatta, sono riuscita a cadere in un innocuo fiumiciattolo inzuppandomi dalla testa ai piedi.
Fortunatamente questa mia eperienza si e’ conclusa dopo un tempo molto breve – sia per la lontananza, che per la mia totale incapacita’ di portare piu’ di tre bicchieri contemporaneamente- ed e’ cosi’ che e’ incominciata quella che puo’ essere definita la via vera esperienza australiana.

Ho incominciato a lavorare in un’azienda australiana di costruzioni, in un enorme ufficio al di la’ del fiume. Quando la mattina mi capita di essere la prima ad entrare in questo nostro ufficio rimango sempre stupida dalla maestosita’ della ‘Sala delle Riunioni’, con queste sedie di pelle immense con le rifiniture pregiate anche sui braccioli. I miei compiti iniziali erano molto semplici, ma pian piano stanno andando complicandosi: dalla scelta e all’acquisto delle piastrelle utilizzate poi sul sito di costruzione, alla discussione infitia con le poste australiane che in fondo non sono molto diverse da quelle italiane. In questa esperienza spicca il mio burbero vicino di scrivania, un nonnino che si occupa della contabilita’ che sembra incaricato quotidianamente di tutti i compiti dell’umanita’ e finisce per avercela con il mondo, al capo dell’ufficio: una signora cinese che adora i cornetti alla mandorla e i minestroni.

Accanto a questo mio lavoro primario ne cerco uno che mi possa accompagnare nel resto della settimana. E’ cosi’ che dopo pochi istanti mi ritrovo a lavorare dietro le casse di uno dei caffe’ piu’ busy che vi siano in Melbourne. Dalla mia postazione si prendono le ordinazioni per tutto: dalla pizza fatta al momento alle mocha ricoperte di nutella o cioccolato. In poco meno di tre mesi riesco cosi’ a migliorare il mio inglese e il mio approfficio con la clientele e a scoprire in quanti modi diversi si possa pronunciare la pizza capricciosa.

Sono tre mesi frenetici, lunghi sotto molti aspetti, con pochissimi attimi di riposo e un impegno costante su molteplici fronti. La stanchezza inizia a farsi sentire, ma sopratutto inizia a spingere sempre piu’ forte da un angolino nascosto il desiderio di godersi questa citta’ che sto solamente assaporando in momenti rubati nelle mie giornate fin troppo lunghe.
Ed ecco che arriva inmancabile quell’attimo di scelta tanto temuto: lasciare un lavoro per provare a sperimentarne uno nuovo, o continuare a rimanere a indossare una camicia che sta diventando troppo gialla e stretta?
La paura di prendere la decisione sbagliata e’ tanta e come al solito cio’ che mi spaventa di piu’ e’ lasciare qualcosa di certo per il vuoto. I dubbi e le ansie che nascono nella notte sono molteplici, contiuo a girarmi e rigirarmi come se ci fosse una peperonata sul mio stomaco a farmi compagnia. Il risveglio e’ forse piu’ traumatico della notte, ma il respiro della fresca aria autunnale in questo normale venerdi’ mi fa capire che forse devo schiacciare il tasto pausa per un solo secondo per vedere veramente cio’ che mi circonda ( Devo ammettere che non viene tutto solo da una brezza autunnale, ma anche le lunghissime telefonate ai miei genitori e la costante forza positiva di Dimitri mi hanno aiutato a non esplodere dentro ).

Sono venuta in cerca di qualcosa di migliore, sono venuta qui per fare piu’ esperienza possibile. Non posso permettere che: ‘la paura di perdere mi impedisca di partecipare’. La scelta piu’ sbagliata in questo momento sarebbe rimanere in una situazione che per me e’ comoda e certa ma non adatta.

Ecco come inizia questa mattina, con un respiro profondo e un altro salto nel vuoto.

One Comment on “LA SCELTA

  1. Bisogna provare a cadere per avere la forza di rialzarsi…….. Ma sono certa che con questa forza e impegno il tuo non sarà un attimo di pausa…. Ma un stop and go per migliorare

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